Storia sociale del contrabbando al confine tra Italia e Svizzera 1861-1939
(Centro di ricerca Dodis, Berna 2025)
Al confine tra Italia e Svizzera il contrabbando è stato esercitato, in passato, con un’intensità del tutto straordinaria. Le merci erano acquistate in Svizzera e introdotte illegalmente in Italia dove, a causa di tributi fiscali e monopoli, erano notevolmente più care. Gli spalloni le trasportavano nottetempo nelle bricolle, in sfiancanti camminate lungo le vie più discoste e impervie.
Attingendo a una gamma di fonti particolarmente ampia, questo studio ricostruisce i meccanismi, le ricadute diplomatiche e le funzioni simboliche del contrabbando, dall’Unità d’Italia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Emerge come il contrabbando sia stato una risorsa per sfuggire alla miseria, ma anche una forma di resistenza all’odiato Stato centrale. La figura dello spallone si fissò nell’immaginario popolare come simbolo di coraggio e di riscatto.
Presentazione dello studio alla presenza dell'autore Adriano Bazzocco - Giurilinguista presso la Cancelleria federale svizzera, storico e ricercatore indipendente.
Relatori:
Sacha Zala, Direttore di Dodis, professore in storia all'Università di Berna e presidente della Società svizzera
di storia;
Verio Pini, Presidente di Coscienza Svizzera, mediatore culturale e ricercatore indipendente;
Moderatore: Carlo Silini, Caporedattore di «Azione».
Legenda videoregistrazione:
| Carlo Silini | 0 - 7'04 |
| Sacha Zala | 7'05 - 16'25 |
| Verio Pini (Laudatio) | 16'26 - 49'35 |
| Adriano Bazzocco | 50'00 - fine |