Dopo gli anni in cui le politiche liberiste hanno contribuito a divulgare l'immagine della montagna come uno spazio a carico delle aree economicamente più dinamiche del paese, negli ultimi tempi - complice anche la rivalutazione della loro storia, non solo fatta di arretratezza e di ristagno sociale e culturale -, si sta facendo strada la necessità di ripensare il suo ruolo all'interno dell'organizzazione territoriale svizzera.
Nella realtà attuale, le montagne assomano problemi multiformi che spaziano dallo spopolamento e l'accelerato invecchiamento demografico, allo sfruttamento turistico, troppo spesso poco in sintonia con le esigenze di una gestione sostenibile delle risorse territoriali. Si tratta di problemi che nel passato sono stati letti e affrontati nel quadro dei rapporti di dipendenza tra centro e periferia. Nel prossimo futuro sarà tuttavia opportuno prendere maggiormente in considerazione le complesse relazioni proprie alla verticalità dello spazio montano. Cio significa mettere a fuoco i numerosi nodi riguardanti l'evoluzione storica delle disparità tra "terre alte" e "terre basse", ma anche ridisegnarne i rapporti nel quadro di una territorialità in grado di coniugare globalizzazione e coesione nazionale.
Attorno a questi temi si svolgerà la giornata di studio Terre alte e terre basse. Quale territorialità nella Svizzera del XXI secolo? Promosso a margine dell'ottavo convegno internazionale dell'Associazione Internazionale per la Storia delle Alpi (17 e 19 agosto 2011), l'incontro pubblico prevede le relazioni del geografo Ruggero Crivelli e degli storici Luigi Zanzi e Anne-Marie Granet-Abisset. Seguirà una tavola rotonda a cui parteciperanno Samantha Bourgoin (direttrice del progetto parco del Locarnese), Tarcisio Cima (Ufficio di Statistica del cantone Ticino), Clà Semadeni (direttore dell'Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni), François Seppey (capo del Service du développement économique del canton Vallese) e Gian Paolo Torricelli (docente all'Accademia di architettura di Mendrisio e responsabile dell'Osservatorio dello sviluppo territoriale del canton Ticino).
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